18/08/2010
Sospensione del blog
Salve a tutti,
Per mancanza di tempo il blog è sospeso, sarà possibile collegarsi e leggere gli articoli in archivio, ma purtroppo (o perfortuna XD dipende da quanto vi piacciono i miei articoli) non credo che vedrete nuovi articoli a breve, ma che passerà un bel po' di tempo. Vi ringrazio per avermi seguito in tanti!
Modesto
P.S. Altri miei articoli potete trovarli su Http://ilcaffedamodesto.altervista.org
13:05
Scritto da: young1989
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05/08/2010
Come preparare un esame?
Salve colleghi!
Per molti è ancora un problema trovare un metodo di studio, ma io nel mio piccolo voglio darvi una mano con dei consigli.
Premettiamo che il miglior metodo sarebbe quello di studiare giorno per giorno, ripetere la lezione a casa e ripassare tutto in prossimità dell'esame, quando le conoscenze dovrebbero già essere consolidate. Facile a dirsi, ma non a farsi, dato che spesso gli orari sono proibitivi, sopratutto per i pendolari che devono defalcare dalla giornata il tempo cche perdono in viaggio e nelle attese e/o ritardi dei mezzi pubblici, o anche del traficco se ci si muove da soli. Per non contare poi che spesso nella stessa giornata ci sono più lezioni, e a volte anche il pomeriggio.
Ora il mio metodo prevede innanzitutto di prepararsi a un esame non all'ultimo momento, ma con un certo anticipo, diciamo almeno un mese prima della data dell'esame.
Bisogna dedicare un po' di tempo alla pianificazione dello studio in base alle pagine del testo o dei testi da studiare.
Innanzitutto prendiamo il tempo che abbiamo a disposizione, mettiamo per esemio 28 giorni.
Un quarto dei giorni dovremo dedicarlo al ripasso, quindi togliamo una settimana dallo studio effettivo, quindi ci rimangono 21 giorni di studio e poi 7 di ripasso.
L'esame in questione necessità dello studio di due testi. Uno di 230 pagine, e l'altro di 400. In tutto le pagine sono 630.
Calcoliamo le pagine che in media dobbiamo studiare al giorno: 630/21=30 pagine.
Questa è una media, quando si assegneranno analiticamente le pagine ai giorni è conveniente tener conto dei capitoli in cui sono divisi i testi, e se manca poco a trenta o se il capitolo supera di poco trenta meglio studiarlo tutto nello stesso giorno.
A questo punto quindi si fa una breve tabella di pianificazione:
1 giorno: Capitolo I pagine 34
2 giorno: Capitolo II pagine 26
3 giorno: Capitolo III fino a ... pagine 30
4 giorno: Capitolo III fino alla fine pagine 35
5 giorno : niente
"
"
"
ecc
"
22 giorno: Ripasso
"
ecc
"
28 giorno : Ripasso
29 giorno: ESAME
Come si evince dalla tabella, 30 non è un limite fisso, ma va adattato ai capitoli, e perché no alle esigenze personali. Per esempio un giorno o due possono essere senza studio, ma le pagine di quei giorni vanno distribuite nelle altre giornate, per esempio se necessitano 3 giorni nel nostro caso in cui non si può studiare, si procede a calcolare la nuova media di pagine da studiare: 630/18=35 pagine.
E bene anche prevenire i rischi in cui possiamo capitare, per esempio se succede qualcosa che un giorno ci impedisce di studiare. All'inizio è bene togliere dai giorni disponibili dei giorni "Rischio", che in genere possiamo calcolare come 1/30 dei giorni. Questi giorni posso essere tolti dai giorni di ripasso. Quindi nel nostro caso i giorni di ripasso si ridurranno a 6, e uno è il giorno di rischio. Se poi quel rischio risulterà infondato, avremo un giorno in più per ripassare!
Per una questione di prudenza si può anche fare un po' di più rispetto al previsto, ma è caldamente sconsigliato far meno del previsto. Se questo caso però dovesse capitare, bisogna ricalcolare la media delle pagine da fare nei giorni successivi, e rivedere il piano. Nel nostro caso se invece di fare 35 pagine l'undicesimo giorno ne facciamo solo 25, le dieci rimanendi si dividono per i dieci giorni rimanenti, quindi dal dodicesimo giorno in poi bisogna fare 36 pagine in media invece di 35.
Per quanto concerne il ripasso l'ideale sarebbe durante lo studio farsi dei riassunti, da studiare nei giorni di ripasso, ma questo spesso toglie troppo tempo. Un'alternativa più congeniale è prepararsi una scaletta dei principali argomenti, e se qualcuno di essi alla fine dello studio non si ricorda, si può rivedere meglio nei giorni di ripasso.
Vediamo un esempio di scaletta:
Capitolo I: Lo studio del ...
1) Introduzione allo studio del...
2) Il problema della ...
... ecc ecc
Capitolo II: Aspetti sulla...
1) ....
ecc
ecc
Spesso i paragrafi stessi danno la possibilità di creare la scaletta, anche se è preferibile suddividere i paragrafi in sottovoci.
Sottolineare le parti più importanti in modo da tener conto di esse nella preparazione della scaletta è consigliabile, ma questo può avvenire solo se il programma è chiaro e se si sono seguite le lezioni, mentre nel caso contrario la scaletta deve rispettare l'andamento del testo in tutte le sue parti.
Questa preparazione è consigliabile per esami orali, o comunque senza esercizi e calcoli, in caso della presenza di essi, bisogna dedicare appositamente dei giorni solo agli esercizi. Questi giorni è preferibili posizionarli nelle ultime giornate prima dell'esame, alternandoli ai giorni di ripasso, in quanto mentre di solito gli argomenti teorici rimangono più a lungo, le formule e le procedure di calcolo rimangono per poco tempo.
Consigli pratici
Infine ci sono dei consigli pratici che possiamo dare:
1) Studiare di continuo massimo un ora, dopo un ora fare una pausa di almeno 10 minuti.
2) Prima di studiare evitare di mangiare pesante ed è consigliabile dormire almeno 8-9 ore al giorno.
3)Mentre si studia bisogna essere concentrati solo sullo studio, quindi tenere lontane le fonti di distrazione.
4)Durante la pausa mangiare qualcosa di zuccheroso può aiutare a proseguire meglio lo studio in seguito.
5) Di estate studiare preferibilmente le ore meno calde della giornata.
6)Quando non ci sono lezioni il miglior momento di studio è la mattina, che è molto più produttiva.
In bocca al lupo!!!
Modesto
20:11
Scritto da: young1989
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14/07/2010
Paragrafo X
Paragrafo X “La navigazione”
Nella preistoria l'uso delle imbarcazioni è stato piuttosto scarso, e per la maggior parte esse erano utilizzate per la percorrenza dei fiumi, per il trasporto delle merci e per la pesca.
Altri usi poi si conobbero nell'Antichità.
Durante le grandi migrazioni del VII secolo a. C. per esempio, quando i popoli che vivevano sul territorio dell'attuale Grecia e Turchia occidentale furono costretti a migrare verso l'Italia, in quella che poi venne chiamata Magna Grecia.
Ma l'uso delle imbarcazioni fu importantissimo anche per il commercio. Coloro che utilizzarono di più a questo scopo le navi erano i Fenici, che addirittura erano arrivati a una così grande esperienza nella navigazione che alcuni di loro si pensa abbiano attraversato le cosiddette “Colonne d'Ercole”, stretto di Gibilterra, e abbiano circumnavigato l'Africa, che allora lo storiografo greco Erodoto chiamava Libia.
Le imbarcazioni venivano utilizzate dagli Egizi invece per il trasporto dei pesanti materiali utilizzati per la costruzione dei templi e delle piramidi, blocchi di granito per esempio.
L'uso non era solo pacifico purtroppo, molti predoni facevano scorrerie sulle coste, e alcuni misero in ginocchio tra i più grandi regni antichi, questi predoni sono detti i “Popoli del mare” i quali si muovevano durante grosse migrazioni, probabilmente perché questi erano mossi dalla povertà e dalla carestia che colpiva le loro terre. Questi popoli sono tuttora misteriosi.
Nell'uso militare le flotte Greche e Persiane raggiunsero grossi risultati, ma tra gli strateghi delle battaglie navali ricordiamo in particolare Temistocle il quale, mentre alle termolisi sulla terraferma avveniva il sacrificio dei 300 Spartiati e del leggendario Re Leonida, riusci a sconfiggere la flotta Persiana, pur essendo in inferiorità numerica.
Uso particolare delle navi in fase di guerra venne fatto dai Romani, i quali hanno sempre mostrato una capacità di apprendimento dagli altri popoli, e un miglioramento e/o adattamento alle proprie esigenze delle invenzioni di quest'ultimi.
Essi fino alle guerre puniche aveva combattuto sulla terra, ma poi si sono dovuto adattare. La navigazione l'avevano imparata dagli etruschi, che erano di origine lidica, che prendevano il nome Tirreni, proprio in onore del principe Lidico (Tirreno)che partì per la carestia dall'Anatolia e che fondo una colonia sull'attuale Toscana. Questi quindi utilizzavano navi di tipo Greco. I Romani non essendo molto abili nelle battaglie navali inventarono il corvo, che era un ponte ribaltabile, e quando una nave romana si avvicinava lateralmente a una nemica, gli uomini ribaltavano il ponte, e agganciata l'altra nave salivano a bordo di essa attraversando il ponte, e ingaggiando una battaglia corpo a corpo, in cui i Romani erano maestri. Gli arrembaggi che ricordiamo spesso nei film di Pirati sono nati proprio in questo modo.
12:30
Scritto da: young1989
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